NEW TECNOLOGY AGAINST CRIME

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In seno al Centro Studi è attivo da diversi anni un gruppo di studio denominato N.T.A.C. (New Technology Against Crime), che osserva, analizza e valuta le soluzioni sviluppate dalle aziende di diverse nazioni in tema di sicurezza e prevenzione del crimine e realizza dei progetti applicativi di tali tecnologie, con particolare attenzione alla loro possibilità di integrazione e di reciproca influenza.

 


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Il gruppo di studio N.T.A.C. ha analizzato nuove tecnologie per il contrasto al terrorismo presentando una relazione alla IEST JORDAN CONFERENCE 2017 – (Amman 16-17-18 Ottobre 2017).

Abstract: Le sconfitte militari dell’esercito ISIS in Siria e in tutto lo scenario mediorientale lasciano ipotizzare agli analisti internazionali l’incremento del rischio di una serie di attacchi nei confronti della popolazione civile da parte di cellule irriducibili e di singoli individui sbandati per la fine dell’anno 2017 e per i primi mesi del 2018. Jean Paul Laborde, Assistant Secretary-General, and Executive Director del Direttorato esecutivo contro il terrorismo (CTED) del Consiglio di sicurezza dell’ONU ha affermato durante una recente conferenza stampa che “…alcuni membri dell’ISIS possono essere ansiosi di cercare vendetta dopo le sconfitte sul campo di battaglia, anche negli scontri recenti a Mosul….” Le operazioni condotte con i sistemi classici dei gruppi terroristici legati all’I.S.I.S. potrebbero consistere nei classici attacchi con auto-bomba o attacchi da parte di individui appiedati che si fanno esplodere o effettuano azioni di fuoco con armamento leggero o con armi da taglio condotte in aree urbane con elevata presenza di persone. La necessità di dotarsi di nuove e più efficaci contromisure viene avvertita in questo periodo storico da tutti i Paesi Arabi confinanti con il teatro di guerra siriano ma anche dai blocchi europeo e americano potenzialmente interessati al fenomeno del rientro dei foreign fighter. L’acquisizione di tecnologie efficaci e la messa a punto delle procedure di impiego di tali tecnologie sembra essere infatti la prima risposta possibile per ridurre concretamente il rischio, unitamente ad una attenta formazione delle risorse umane. La partecipazione alla Conferenza IEST 2017 aprirà sicuramente la strada a una serie di collaborazioni in quello scenario.